Medal Of Honor

Abbiamo provato il nuovo sparatutto targato EA: è ancora guerra aperta con CALL OF DUTY.
FUCILE O PISTOLA?
Dopo tanta attesa finalmente possiamo mettere le mani sul nuovo Medal Of Honor (anche se con questa serie ha ben poco a che vedere, a partire dall’epoca storica). Diciamo subito che come impostazione assomiglia molto a quest’ultimo. Andiamo con ordine. Il single player, oramai si sa, è diventato quasi un optional: campagna davvero corta anche questa volta, quindi, anche se effettivamen
te bisogna rendere atto al fatto che sia davvero frenetica e coinvolgente a tratti. Sarà corta, ma per lo meno è di buona fattura.
Il gioco, per chi non avesse approfondito più di tanto nei mesi scorsi, è ambientato in Afghanistan nell’epoca contemporanea, e dovrete impersonare degli operatori Tier 1, forze speciali altamente addestrate a sopravvivere e uccidere. Insomma, niente di eccezionalmente innovativo. Ripeto, la campagna si salva soltanto perchè è ben narrata e quindi si lascia giocare senza problemi. Ma come ben saprete, l’anima degli sparatutto è il multiplayer, per quanto possa essere bella la campagna in singolo.
Il multiplayer di Medal Of Honor è davvero di ottima fattura; credo che CALL OF DUTY abbia davvero trovato uno sfidante molto ambizioso sulla sua strada, questa volta. Il concetto sta tutto nella frenesia. Perchè si gioca così tanto a CoD anche se magari dal punto di vista tecnico Bad Company è superiore? Perchè c’è frenesia, non c’è un attimo di respiro e questo fa si che il giocatore entri in una sorta di “trance agonistica” in cui non riesce a percepire niente
di ciò che gli sta intorno sulla sua poltrona in salotto. È quello che rende la serie CALL OF DUTY un Blockbuster da sempre. E in Medal Of Honor, si è ripreso il concetto di frenesia che domina nella serie rivale. Le battaglie multiplayer sono davvero spettacolari: fumo, luci, esplosioni, razzi che sfrecciano a mezzo metro dalla vostra testa fischiando rabbiosamente... tutto questo e un ritmo di gioco furioso rendono MoH un gioco davvero divertente. Parlando della struttura del multigiocatore, ovviamente si hanno i soliti tipi di partite: deathmatch a squadre, raid obiettivo, cattura la bandiera ecc ecc. Sotto il punto di vista dell’innovazione non ci sono certo stati passi avanti, che però ci sono stati per la realizzazione tecnica e la velocità delle azioni multiplayer. Sinceramente, visto il demo non mi aspettavo un gioco finale di questo calibro: ha la capacità di prenderti e non mollarti più. Una volta che ci si è abituati al ritmo incalzante delle partite e che si sa come muoversi senza venire freddati da un cecchino ogni tre passi, allora diventa davvero un gioco che crea assuefazione.
Inoltre, come ormai è consuetudine, nel multiplayer è previsto un avanzamento di grado dovuto all'esperienza guadagnata nelle battaglie, che vi permette di sbloccare armi, potenziamenti e quant'altro. Ripeto, niente che non si sia già visto, ma serve sicuramente per dare un'obiettivo "tangibile" ai vostri sforzi in multiplayer.
Dim lights Embed Embed this video on your site
BIG BOMBS
Passando a parlare del lato puramente tecnico, bhè, che dire: è tutto su un livello di dettaglio notevole, ma quello che maggiormente è stato sviluppato meglio è stato il fumo e il suo rapporto con la luce. Quando c’è un’esplosione, resterà in aria una miscela di fumo e polvere di una densità davvero realistica, tanto che tenderà ad oscurare le fondi luminose nelle vicinanze, creando effetti davvero spettacolari. A proposito: anche le esplosioni sono di ottima fattura, cosa che in un videogioco di guerra credo sia quasi ne
cessario.
I personaggi sono caratterizzati in ottima maniera, si capisce bene che sono soldati estremamente sicuri di quello che fanno e che sono provati da tanto tempo lontano da casa anche soltanto guardando il loro look.
Per quanto riguarda i suoni, ormai è prassi registrare suoni dalle armi vere, pertanto sono estremamente realistici. Quello che colpisce di più, a mio avviso, sono i suoni dei razzi sparati da un RPG o da un aereo: fanno spavento quando si sentono sfrecciare fischiando sopra la testa.
Tirando le somme, come avrete capito, Medal Of Honor è un titolo estremamente valido, che sicuramente darà molto filo da tocere a CALL OF DUTY: Black Ops (che uscirà ad inizio novembre) in quanto EA ha ripreso in modo impeccabile la frenesia delle azioni multiplayer di CoD, che sono sicuramente più giocata. La campagna è decisamente poco longeva e non da stimoli ad essere rigiocata, e questo è un peccato, perchè la narrazione è buona, il che rende anche il single player un’esperienza piacevole. Ma come detto, fortunatamente l’anima degli sparatutto è il multigiocatore, che qui raggiunge livelli eccelsi. Se poi aggiungiamo un comparto tecnico di ottima fattura e la canzone Catalyst dei Linkin Park alla fine della campagna insieme ad un sonoro impeccabile, ecco che otteniamo un gioco che vi terrà letteralmente incollati allo schermo per ore. Da avere assolutamente, in attesa di vedere il confronto con CALL OF DUTY: Black Ops.
VOTO 9
Dim lights Embed Embed this video on your site
NB: I video in calce all'articolo provengono dalla versione PC di Medal Of Honor, mentre il multiplayer è stato giocato per PS3.

Requisiti Minimi
Processore - Pentium D, 3.2GHz / Core 2 Duo, 2.0GHz / Athlon 64 X2
Memoria - 2GB RAM
Scheda video - Una scheda video con almeno 256 MB o dei seguenti chipset: NVIDIA GeForce 7800 GT; ATI X1900.
Requisiti Consigliati
Processore - QuadCore 2.0Ghz
Memoria - 2GB RAM+
Scheda video - Una scheda video con almeno 512 MB o dei seguenti chipset: NVIDIA GeForce GTX260; ATI Raedeon 4870.
CONFIGURAZIONE DI PROVA
Sistema operativo: Windows XP
Processore: AMD Phenom II X3 720 @ 3,4 Ghz
RAM: 3 GB
Scheda Video: ATI Radeon HD 5850 Toxic
Il gioco è stato provato con tutti i dettagli e i filtri al massimo e alla risoluzione di 1920x1080 senza presentare nessun tipo di rallentamento.
Altri video di Medal Of Honor direttamente sul nostro canale YouTube.
| < Prec. | Succ. > |
|---|





