Enslaved: Odyssey To The West

Eccoci a parlare oggi di Enslaved: Odyssey To The West, un gioco adventure creato dai Ninja Theory.
UNA SCIMMIA PER AMICO
Tutto comincia all’interno di una nave di robot schiavisti, che hanno rapito i protagonisti, Monkey e Trip. Trip, che è una ragazza dalle grandi capacità “informatiche”, riesce a sabotare la sua cella, ma causando un sovraccarico di energia libera involontariamente anche Monkey, che la insegue per tutta la nave, fino al momento dello schianto di quest’ultima a New York. Fortunatamente, però, i nostri eroi riescono a salvarsi lanciandosi via con una navetta di salvataggio. Ma ad attendere Monkey ci sarà un brutto
risveglio: Trip per paura dell’uomo si è difesa piazzandogli in testa una sorta di corona che fa si che Monkey esegua i suoi ordini precisi. E la cosa più interessante è che se il proprietario della corona muore, cioè Trip, muore anche chi la indossa. Pertanto Trip decide di approfittare dei muscoli e dell’obbedienza forzata di Monkey per farsi scortare fino al suo villaggio a circa 500 Km da New York.
E così inizia una bella avventura in cui faremo anche la conoscenza di un personaggio davvero singolare, Pigsy che, come lascia suggerire dal nome, ha parecchi elementi in comune con un maiale (naso, mani, atteggiamenti...) e che sarà fondamentale nell’avventura di Monkey e Trip.
ABBATTERE I ROBOT, CHE PASSIONE!
Parlando del gameplay in generale, voi potrete utilizzare soltanto Monkey, che sarà sempre accompagnato da Trip e, in un secondo momento, anche da Pigsy. Il gioco è basato su combattimenti in stile “God Of War”, per intenderci, anche se non hanno niente a che vedere con le carneficine messe in atto dal buon Kratos.
Monkey utilizzerà il suo bastone che all’occorrenza potrà fungere anche da scudo deflettore o da fucile al plasma. Il sistema di combattimento è sviluppato bene, in quanto le animazioni sono rese molto bene, peccato siano poco varie. Inoltre anche la funzione “fucile” del bastone di Monkey potrà contare solo su due tipi di munizioni, quelle normali che arrecano danno e quelle che neutralizzano gli scudi/stordiscono i nemici. Oltre a questo, il n
ostro eroe scimmia potrà puntare sulla sua “Nuvola”, una sorta di skateboard che fluttua nell’aria e che vi permette di spostarvi molto agilmente e velocemente. Peccato sia possibile utilizzarlo solo in determinate sessioni di gioco.
Altro ottimo punto a favore di Enslaved, è il lato platform del gioco: sostanzialmente, Monkey si muoverà per i vari scenari alla “Prince Of Persia”, arrampicandosi, spiccando salti estremamente coreografici e rimanendo appeso (proprio come una scimmia) ai vari tubi/rami di turno. In fondo credo che la parte platform di Enslaved sia la parte meglio riuscita del gioco insieme alla caratterizzazione dei personaggi, che si fanno voler bene e che hanno fin da subito molto carisma, in particolare Monkey e Pigsy.
Ovviamente, poi, come ogni gioco adventure di ultima generazione, sarà possibile potenziare vari parametri di Monkey grazie alle apparecchiature elettroniche di Trip, vale a dire Salute, Scudi, Bastone e Combattimento. I potenziamenti potranno essere messi in atto grazie alla raccolta di sfere che si trovano sparse un pò ovunque in ogni scenario e che vengono rilasciate da ogni robot ucciso a bastonate.
TRA I GRATTACIELI E LE MONTAGNE
Passiamo a parlare del lato tecnico di Enslaved. Questo è un gioco che fa della varietà e dei colori sgargianti il suo principale punto di forza. Gli scenari sono sempre diversi e sono davvero molto ispirati: spazi aperti immensi, colori accesi, costruzioni robotiche originali e ben fatte: questo è quello che troverete in questo gioco. Senza contare, poi, il dettaglio con cui sono curati i personaggi: caratterizzati in ogni dettaglio sia grafico che psicologico. Monkey credo sia il personaggio più carismatico del gioco.
Quello che da un tocco di classe al comparto tecnico del gioco, poi, è il fatto che sia stato utilizzato un motore grafico davvero performante per la mimica facciale dei personaggi: si potrebbe capire cosa stanno dicendo o pensando anche soltanto guardandogli gli occhi. Davvero un ottimo lavoro artistico, anche vis
ti, ribadisco, gli splendidi paesaggi che si possono godere soprattutto in alcuni momenti del gioco.
I robot sono stati studiati bene, sono originali e rendono bene l’idea di essere dei cattivoni, peccato che non siano particolarmente vari... per fortuna ci sono diversi boss di fine livello che rendono il tutto più interessante.
Anche il sonoro è di ottima fattura, soprattutto per quanto riguarda la colonna sonora; il doppiaggio nel caso di Pigsy e Monkey è ottimo, mentre Trip sembra meno ispirata.
In definitiva, Enslaved: Odyssey To The West è un buon titolo che si fa giocare tutto d’un fiato grazie alla sua ottima narrative e la varietà delle ambientazioni. Sarebbe potenzialmente stato un capolavoro, ma purtroppo per alcuni aspetti sembra quasi “incompleto”: longevità non eccelsa e rigiocabilità scarsa, poca varietà di nemici e animazioni nei combattimenti, fanno di Enslaved un buon titolo sicuramente da provare in quanto merita decisamente attenzione, ma purtroppo non ne fanno una pietra miliare quale avrebbe potuto forse essere con un pò di lavoro in più, visto l’ottimo corredo artistico e narrativo che ha sulle spalle.
VOTO 8,5
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